Credito d’imposta ricerca e sviluppo

La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto nuove e importanti novità per quanto riguarda il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

All’agevolazione possono aderire tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

Il credito d’imposta varia tra il 25 ed il 50% in base alla tipologia di spesa sostenuta e viene calcolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015.

Per le imprese attive da meno di tre periodi d’imposta, la media degli investimenti in R&S viene invece calcolata sul minor periodo a decorrere dalla costituzione.

L’importo massimo annuale concedibile per ciascuna impresa è pari a 5 milioni di euro, mentre il minimo di spesa per poter aderire all’agevolazione è di € 30.000,00.

Le spese ammissibili per il calcolo del credito d’imposta sono:

  • spese per il personale altamente qualificato e impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, purchè in possesso di un titolo di dottore di ricerca, oppure iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, o in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico;
  • spese relative a contratti di ricerca stipulati con Università, Enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative

Per le spese sopraindicate il credito è pari al 50%.

  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisita da fonti esterne.

Per le spese sopratindicate il credito è pari al 25%.

Per maggiori informazioni o dettagli sulla misura contattare il n. 030/301952 oppure compilare il form.